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Solo un accenno ai principali avvenimenti dei 60 anni di storia del Maggiolino.

Kdf Wagen


1938: inaugurazione della fabbrica a Wolfsburg

1938: inaugurazione della fabbrica a Wolfsburg

 

1936:primo prototipo del Maggiolino (sigla VW30)

1936:primo prototipo
del Maggiolino (sigla VW30)

 

Kübelwagen (Typ 82)

Kübelwagen (Typ 82)

 

Prototipo di camionetta militare

Prototipo di camionetta militare

 

Schwimmwagen (Typ 166)

Schwimmwagen (Typ 166)

 

Kommandeurwagen (Typ 87)

Kommandeurwagen
(Typ 87)


Maggiolino prima del 1967

Prima del 1967

 

Maggiolino dopo il 1967

Dopo il 1967


Maggiolone cabriolet

Maggiolone cabriolet

LA NASCITA DEL MAGGIOLINO

La storia del Maggiolino inizia nel 1934 quando Adolf Hitler annuncia al Salone di Berlino che l'auto non dovrà più essere privilegio esclusivo della classe benestante.
A Ferdinand Porsche, da lui definito "il più famoso progettista di tutti i tempi", affida l'incarico di costruire la Volkswagen (auto del popolo); e non si limita alla definizione del nome, ma detta anche regole sulle caratteristiche che essa dovrà avere (velocità, consumi, costo ecc.).
Nel '36 sono pronti i primi 3 prototipi (due berline e un cabriolet) cosicché, poco più tardi, Hitler affida l'incarico di trovare il luogo adatto per edificare la fabbrica del futuro Maggiolino.
Il luogo viene individuato in una vasta zona della Bassa Sassonia, nei pressi del castello di Wolfsburg del conte Von Schulenberg, che vedrà espropriate le sue terre.
Nel '38 avviene la cerimonia della posa della prima pietra di quella che sarebbe diventata (ed è tuttora) la più grande fabbrica d'automobili al mondo.
Il nome scelto per il futuro Maggiolino era KDF Wagen (Kraft Durch Freude Wagen), ovvero "Auto della forza attraverso la gioia"!
Inutile dire che Porsche tentò di opporsi a tale nome, ma la scelta era di Hitler in persona, e non ci fu nulla da fare.
Nel '39 la KDF-Wagen apparve ufficialmente al Salone di Berlino, ed era così moderna e rivoluzionaria da far sfigurare le concorrenti (vedi "Tecnica").
Nel settembre '39 inizia la seconda guerra mondiale e la produzione civile del Maggiolino è convertita in militare; ciò avrà molta rilevanza per il futuro del Maggiolino perché a causa della guerra esso dovette subire il più duro collaudo al quale mai nessun'altra auto era stata prima (ed oggi) sottoposta.
E se la cavò benissimo: in qualunque condizione climatica (dalla torrida Africa alla gelida Russia) e in tutti i tipi di terreno (nel fango, nella sabbia e nella neve) il Maggiolino non si fermava davvero mai.
In questo periodo nacquero la KÜBELWAGEN (auto fatta a secchio, costruita con molte varianti), e la SCHWIMMWAGEN (auto che nuota, in grado di raggiungere una velocità di 10 Km/ora in acqua), e molte altre versioni militari.
Nel maggio del '45 la guerra finisce e della fabbrica di Wolfsburg, seriamente danneggiata dai bombardamenti, rimane in piedi solo un terzo.
Si pensa di demolirla, ma grazie soprattutto al maggiore Ivan Hirst (al quale era stata affidata) gli Inglesi cambiano idea e, qualche anno più tardi, la riconsegnano ai Tedeschi, dando l'incarico di dirigerla a Heinz Nordhoff.
Nel frattempo gli operai, con gli ultimi materiali salvati ai bombardamenti, avevano faticosamente ricominciato a costruire il Maggiolino, ma la produzione era a livelli bassissimi.
E sarà proprio Nordhoff a compiere il "miracolo": dalle poche centinaia d'auto prodotte nel '46 si passerà a 19.000 nel '48 e a 46.000 nel '49, con una crescita continua ed esponenziale che rallenterà solo a metà degli anni 70.
In questo lasso di tempo furono continuamente introdotti miglioramenti tecnici, senza tuttavia mai toccare l'aspetto e l'impostazione originaria del progetto di Porsche.
E a proposito di Porsche: dov'era finito?
Porsche si trovava prigioniero in Francia, accusato da Pierre Peugeot addirittura di crimini di guerra (mentre pare che avesse aiutato proprio lui, impedendo che fosse arrestato dalla Gestapo).
Nel '47 fu dichiarato innocente e liberato, ma gli fu consentito di tornare in Germania solo nel '49.
Pare che durante il suo rientro, alla vista sulle autostrade di molti Maggiolini, si commosse fin quasi alle lacrime.
Il 30 gennaio 1951 morì, senza poter sapere che "carriera" incredibile avrebbe fatto in futuro il suo Maggiolino.
In questi anni cominciano le esportazioni negli altri paesi: Olanda, Danimarca, Lussemburgo, Svezia, Belgio, Svizzera e Stati Uniti.
Nel '53 inizia la produzione Brasiliana con la filiale "Volkswagen do Brasil" e nasce la "Volkswagen of America"; nel '64 nasce un'altra filiale estera, la "Volkswagen de Mexico" e nel '66 viene aperto uno stabilimento anche in Sud Africa.
Nel '55 viene costruito il milionesimo Maggiolino che, per l'occasione, è realizzato di color oro metallizzato, sedili in broccato e abbellimenti in perline di vetro sulle cromature.
Nel frattempo in tutti i paesi dove il Maggiolino è costruito o esportato le vendite crescono costantemente: in Italia, nel '63, vengono immatricolati 42.000 Maggiolini e in America chi lo vuole deve aspettare anche 5 mesi.
Nel '67 il "look" del Maggiolino viene notevolmente modificato: i fanali diventano rotondi e verticali, i paraurti squadrati e maggiorati, le luci posteriori ingrandite e l'impianto elettrico potenziato (da 6 a 12 Volt).
Anche nel '70 c'è un'importante novità: nasce, infatti, il Maggiolone (mod.1302 e 1302/S).
Le differenze sostanziali riguardano l'estetica (muso più "pacioccone") e la meccanica (avantreno McPherson e retrotreno con semiassi a doppio snodo) che verranno ulteriormente modificate nel '73 con il Maggiolone mod.1303 (vetro curvo e nuova plancia imbottita).
Come già detto, nel corso degli anni non si smise mai di migliorare e perfezionare il Maggiolino, ed è interessante notare che quasi sempre le migliorie introdotte erano in anticipo coi tempi e, quindi, destinate a "far scuola"; come il tettuccio apribile in PVC idrorepellente (1955), i pneumatici tubeless (1957) o la verniciatura acrilica anziché al nitro (1949).
A conferma, poi, dell'affidabilità raggiunta e degli elevati standard qualitativi sia del materiale utilizzato che delle catene di montaggio, va notato che già nel '54 era stato eliminato il periodo di rodaggio.
Dal '74 furono periodicamente realizzate serie speciali in numero limitato, le quali avevano allestimenti interni e colorazioni molto particolari.
Nascono il Jeans, il City, il Big, lo Special Bug, il Fioriserie, il Winter, il Samtrot, il Silver Bug e nell'87, per festeggiare i 50 anni dalla nascita, esce l'ultimo della serie, da molti considerato il migliore: il Maggiolino del Giubileo (Jubiläums-käfer).
Era color grigio canna di fucile metallizzato ed aveva cristalli atermici azzurrati, cerchioni sportivi in acciaio stampato, volante della Golf GTI ed interni grigi a strisce di varie tonalità.
A metà degli anni 70 le vendite iniziano a calare e nel '74 a Wolfsburg si decide di trasferire la produzione del Maggiolino ad Emden per far posto alla nuova arrivata: la Golf.
Nel '78 la produzione Europea cessa definitivamente e il Maggiolino continua ad essere costruito in Messico, da dove verrà importato in Europa.
Nel '76 esce di scena il Maggiolone berlina, che continua tuttavia ad essere costruito in versione cabriolet, ma solo fino al 1980.

Recentemente è cessata anche la produzione in Messico, il Maggiolino, però, difficilmente sparirà dalle strade del nostro pianeta: gran parte dei 22 milioni di esemplari costruiti percorre ogni giorno Km e Km per le strade di tutto il mondo, chiedendo in cambio solo un po' d'olio e di benzina.

E i loro proprietari di una cosa sono certi: se lo amano e lo trattano bene, "lui" non li tradirà mai.



BIBLIOGRAFIA:
Filippo Massa, L'auto del secolo, Alkalea Edizioni, Genova 1999.
Marco Batazzi, Volkswagen Maggiolino, Giorgio Nada Editore, Milano 1989.
Alessandro Pasi, Il Maggiolino, Marsilio Editori, Venezia 1996.
Renzo De Zottis, L'uomo che salvò il Maggiolino, Auto d'epoca, Edizioni Pégaso, Treviso 5/98

 


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